Personalizzare. Parola magica per essere vicino alle persone e per farle sentire accolte sin dal primo sguardo!

Far crescere una attività è importante e per farlo, occorre anche strutturare la propria Identità.

Ecco una delle parole magiche e dai molti significati…

PERSONALIZZARE è CUSTOMIZZARE

Il significato più intuitivo della parola “Personalizzare” consiste nell’ offrire qualcosa di personale, con caratteristiche e opzioni scelte dall’utente. Uscire dallo standard è infatti il primo step per avvicinarsi al mercato di oggi, nel quale i clienti hanno la necessità e l’abitudine di scegliere.

L’utente di oggi è molto consapevole e -diciamolo- anche un po’ viziato: è abituato a decidere il colore, a cambiare opzioni e configurazione, vuole essere quanto più possibile il “creatore” di ciò che sta acquistando, per metterci appunto una parte della propria personalità.

Al livello simbolico, diciamo che vuole fondere la propria immagine alla mitologia del brand a cui si è affezionato, creare un prodotto che prenda valori da entrambi.

PERSONALIZZARE è UMANIZZARE

Supponiamo di avere una azienda che produce divani.

Quale immagine possiamo usare per entrare nel cuore del pubblico?

  1. Il nostro nuovissimo e sfavillante capannone
  2. La catena di montaggio, con robot modernissimi che assemblano i divani
  3. Il migliore dei nostri divani, prodotto di punta della produzione
  4. Una persona sorridente, seduta su un bel divano

Sono tutte immagini di impatto, e forse per un imprenditore che ha appena fatto un grosso investimento per ammodernare l’azienda, le prime tre godrebbero di un maggiore appeal… ma la pubblicità non la facciamo per noi stessi, la facciamo per il pubblico, e rispetto al pubblico è probabile (siamo in un esempio!) che l’ultima opzione abbia un vantaggio in più, ovvero il contatto umano.

Siamo tutti esseri umani: amiamo e cerchiamo i nostri simili e siamo abituati a interagire con loro. Uno sguardo ha qualcosa in più perché può trasmetterci emozioni, arriva direttamente e naturalmente, non abbiamo bisogno di “leggere” o di “ragionare” sull’immagine, ci fa sentire accolti e stabilisce empatia a un livello profondo.

Per questo il mio suggerimento, laddove possibile, è di identificare la nostra realtà aziendale non come un edificio o un macchinario e nemmeno come un prodotto, ma come una persona: fare in modo che i nostri punti di contatto verso l’esterno siano in grado di ascoltare, stringere la mano, sorridere, commuoversi. E ancora: avere una storia da raccontare, avere dei gusti e delle caratteristiche, dei valori.

Il fattore umano va sempre messo in risalto: dobbiamo entrare nell’ordine di idee per cui anziché vendere prodotti o servizi, stiamo proponendo esperienze di acquisto o di condivisione. Questo agli occhi del pubblico è un valore aggiunto fondamentale, chi non lo assimila si priva di un’arma potentissima!

AGIRE CON PERSONALITÀ (E UMANITÀ)

La terza chiave di lettura riassume e supera i due punti precedenti: per interagire con le persone dobbiamo sempre tenere a mente che siamo persone anche noi, e che anche i nostri prodotti / servizi devono assumere caratteristiche interlocutorie:

  • Caratteristiche umane: sorriso e attitudine positiva per essere bellissimi sempre.
  • Disponibilità (da non confondere con sottomissione!) ad assecondare le richieste anche singolari: non c’è una persona uguale ad un’atra!
  • Personalità: caratteristiche, gusti, pregi e difetti senza paura (da non confondere con arroganza!)
  • Umanità: si tratta del sentimento vero, col quale non si può barare. Avere la sensibilità per capire quando serve sorridere, quando serve dire sì oppure no, possedere e sviluppare un’opinione.

Quest’ultimissimo fattore merita una considerazione: le grandi organizzazioni per loro stessa natura perdono l’umanità iniziale oppure sono “costrette” a investire ingenti somme per mantenerla. Le piccole-medie realtà al contrario hanno questo dono naturale perché sono fatte di persone e non hanno ancora subito l’alienazione tipica delle multinazionali. Questo costituisce un piccolo-grande vantaggio competitivo, una sorta di Robin Hood che aiuta i piccoli (e li fa crescere!) e penalizza i grandi (obbligandoli a spendere).

Customizzazione è creare un prodotto nuovo che riassuma il meglio dei valori del Cliente, ma in grado di mantenere quelli del Brand di riferimento.

Non ci sono due persone uguali: se vogliamo interagire dobbiamo essere pronti ad assecondare un altro diverso da noi.

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