Sfruttare i criteri di notiziabilità

Come “cavalcare la Tigre e sfruttare la conoscenza dei criteri di notiziabilità in ambito Marketing. Quali i rischi e quali i vantaggi?

Esistono azioni concrete che si possono -anzi si devono- attuare per far sì che un testo, un video, una qualsiasi iniziativa di comunicazione venga trasmessa, anziché scartata come insignificante, inappropriata o inutile.

Nel precedente articolo ci siamo occupati genericamente dei CRITERI DI NOTIZIABILITÀ ma non aggiunto nulla su come un esperto di marketing possa trarne vantaggio.

Poter organizzare i propri contenuti e creare i messaggi in modo che vengano ricordati e possibilmente trasmessi, è un potere che tutti noi vorremmo, non solo gli esperti di marketing!!

Ma come fare? Cosa vuol dire sfruttare i criteri di Notiziabilità?

Prima di tutto evidenzio che la distorsione, l’omissione o la falsificazione dei fatti non rientrano nei metodi che intendo suggerire!! Questo oltre ad essere eticamente scorretto, è anche sconsigliato perché a fronte di limitatissimi vantaggi in un momento iniziale, comporta un danno in termini di (WEB) REPUTATION molto più grave che non aver fatto alcuna azione!

Partiamo da un esempio: per motivi di marketing vorremmo portare a conoscenza il pubblico di appassionati di cinema e teatro, di una notizia che riguarda un motociclista.

Prendere quella notizia e pubblicarla su una rivista di cinema, oltre alle difficoltà a convincere l’editore, sarebbe un sicuro fallimento in quanto la notizia non è relativa a un esponente di alto rango; non ha risvolti sul gruppo di appartenenza e riguarda una sola persona. In altre parole, non soddisfa alcuno dei famosi criteri.

Ovviamente non è possibile “cambiare” il numero, il rango o l’affinità con le persone coinvolte in un avvenimento, ma un lavoro di approfondimento può aiutare a suggerire dei collegamenti, delle aperture.

Se però si scoprisse che il motociclista è amico di un attore che è anche disponibile a farsi intervistare in merito ai fatti, ecco che potremmo inserire fra le domande qualche riferimento alla vicenda del motociclista, e questo renderebbe appetibile la notizia al target di interesse, avvicinandoci all’obiettivo.

Infatti sarebbe diverso l’impatto sul gruppo di riferimento (riferito ai lettori che sono appassionati di cinema, l’attore ha un rango molto più elevato rispetto al motociclista) soddisfacendo i criteri uno e due. E visto che siamo stati noi a coinvolgere l’attore, anche il punto tre  inizia a diventare raggiungibile.

Questo approfondimento non solo è corretto, ma costituisce anche un contributo alla qualità della notizia e un suo completamento. Anziché “forzare” la mano, abbiamo trovato un collegamento, un ponte che aiuti a risvegliare l’interesse (forzare la mano è praticamente inutile, poiché non riusciremo MAI a obbligare le persone a seguire ciò che non è di loro interesse!).

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Per i punti 4 e 5: all’epoca in cui sono stati fissati i criteri di notiziabilità i Social Network non esistevano ancora e gran parte delle testate erano riferite al massimo a quattro o cinque segmenti di pubblico.

Oggi il pubblico è frammentato in modo incredibilmente vario e questo è un enorme vantaggio. Infatti se in un giornale quotidiano il lettore medio poteva trovare interessanti non più di 10 pagine su 30, lo stesso lettore oggi cerca autonomamente le informazioni che ritiene importanti, e lo fa andando su un blog o sfogliando riviste tematiche, guardando la TV tematica oppure attraverso il tam-tam dei vari gruppi sui Social.

Ciò significa che non avrà più delle “pagine inutili” tra le mani e non è soltanto una questione di spreco di carta: vuol dire che non un solo paragrafo in realtà andrà sprecato, perché le persone che sono interessate a leggerlo andranno a cercarlo sul motore di ricerca.

A questo proposito pubblicheremo sicuramente a breve un articolo: SEO e INDICIZZAZIONE, I SEGRETI DI GOOGLE.

La vera sfida è trovare l’aggancio ottimale per poter cavalcare l’ondata di interesse verso un certo argomento e un certo pubblico. Ma l’onestà paga sempre…

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