Unificare il proprio Brand non è essere inconfondibili…

Qui si entra davvero nel versante magico delle parole. Perché unificare diventa il mantra della comunicazione?

Cosa vuol dire esattamente  e cosa possiamo fare per unificare il nostro “marchio”?

Sappiamo fin da bambini che le cose più semplici sono quelle che funzionano meglio e ovviamente la comunicazione non è esclusa da questo meccanismo.
Anzi, ne è la massima espressione: più i messaggi sono semplici, più funzionano, perché non lasciano spazio a fraintendimenti o a interpretazioni devianti.
Con le parole magiche definiamo tutte le attività fondamentali per far decollare e rendere vincente il nostro Brand.
Ricordiamo anche, a scanso di equivoci, che il Brand non necessariamente è una “marca” di abbigliamento, in senso stretto. Ogni volta che possiamo vedere una serie di valori e immagini riconducibili a una identità, abbiamo un Brand.
Un Brand può anche essere del tutto naturale, sorgere spontaneamente e generare Brand Awareness. Ad esempio, anche se non hanno investito un solo centesimo per il proprio marketing, in occidente i Monaci Tibetani sono un brand con valori, immagini e identità più che riconoscibile e distinguibile da tutto il resto. Lo stesso vale per le Mongolfiere, i Surfisti Californiani e persino gli Ufo, che hanno tutti i requisiti per essere Brand anche se non si hanno prove della loro esistenza sulla Terra!
In altre parole, un Brand è una identità alla quale si associano immagini e valori.

UNIFICARE

Rileggiamo l’ultima frase in modo analitico: un Brand è UNA Identità…

Il fatto che l’identità sia una e una sola è fondamentale. Il traguardo ideale per un brand, dal punto di vista filosofico (ma ciò è in stretta relazione con il fatturato!!) è entrare nel dizionario; essere una voce del vocabolario della lingua di riferimento è il più alto traguardo per un Brand.

Con questo concetto in mente è facile capire che Unificare è innanzitutto eliminare ciò che non fa parte di noi, ovvero dare quanto più possibile coerenza alla nostra immagine. Ci siamo fatti conoscere per il nostro bel paio di baffi? Allora, mai tagliare quei baffi. Ma tagliare tutto ciò che non fa parte di quell’unica immagine, perché potrebbe confondere l’interlocutore.

A livello pragmatico, l’Unificazione è un lavoro spietato e abbastanza noioso, ma indispensabile. Vediamo i punti fondamentali:

  1. Elaborare il proprio Brandbook, ovvero elencare quali valori, stili, colori e immagini si possono associare al proprio marchio.
  2. Ciò significa stabilire una sorta di confine che possa aiutarci a decidere ciò che è “dentro” la nostra immagine da ciò che non lo è. Un buon Marketing Manager stabilirà anche la tolleranza (grado di elasticità) di questo confine in base alle esigenze aziendali.
  3. Ecco il lavoro sporco: raccogliere e analizzare tutta la comunicazione esistente.
  4. Una volta raccolto il materiale, si dovrà decidere senza pietà se gli asset di comunicazione  fin qui utilizzati possono essere considerati consistenti oppure no.
  5. Nel caso non lo fossero, andranno eliminati! E i contenuti ancora utili, dovranno essere riutilizzati per la successiva comunicazione.
  6. Tutta la comunicazione successiva, ovviamente, dovrà essere consistente rispetto al Brandbook.

UNICIZZARE

Come ormai sappiamo, le parole magiche hanno sempre più significati e questa non fa eccezione. Anche qui usiamo la stessa parola due volte, per esprimere due concetti simili, ma non identici, legati all’immagine.

Secondo aspetto dell’unificazione è rendere unico, inconfondibile. Se tutti gli altri hanno un vestito blu, meglio metterlo arancione. Essere fuori dal coro è un azzardo, ma è anche un passaggio obbligato se vogliamo essere notati. Non c’è una sola azienda che non si sia distinta per un colore o un abbinamento di colori; viceversa vi sfido a citare una azienda o una realtà che abbia una immagine affermata ma di cui non si riesca a ricordare Logo e Color Palette.

NON BASTA…

Unicizzare noi stessi, i nostri prodotti o la nostra immagine è sicuramente un punto imprescindibile, ma ad un livello più profondo possiamo utilizzare l’unicità anche per intercettare un desiderio innato all’interno delle persone, ovvero quello di essere unici a propria volta.

Certo, ogni individuo è unico e irripetibile e ce lo hanno ripetuto fin dalle elementari, per non farci pesare qualche piccola o grande sconfitta…  Ma spesso la società conformista tende a farci dimenticare questo concetto e a renderci “persone standard”, uno su milioni e tanti altri ancora.

Dunque, perché non fare uno sforzo in più, e nel momento in cui avviene l’interazione, non cerchiamo di rendere quell’esperienza davvero unica e importante?

Come spesso accade, siamo arrivati a parlare di etica: in quest’ultima accezione, o si è sinceramente contenti di interagire con i clienti e con altre persone, oppure è difficile fingere…

Per approfondire, rimando all’altra parola magica: Personalizzare.